Priorità comunicative e copywriting
Priorità comunicative e copywriting

Priorità comunicative e copywriting

Fare copywriting non significa solo scrivere un buon testo a livello di grammatica e sintassi. Serve suddividerlo correttamente in titoli e sottotitoli, paragrafi, ma non è nemmeno questo, il succo del copywriting.

Certo, è prioritario occuparsi delle parole chiave, e inserirne il giusto quantitativo in ogni articolo del tuo blog o sito. Senza esagerare. Eppure, basta davvero il rispetto di queste regolette, per ottenere testi che siano in grado di acciuffare i clienti in un vortice di entusiasmo per i tuoi servizi?

No, non basta. E non basta nemmeno saper mettere in fila le parole. Quello, bene o male, sappiamo farlo tutti e tutte, ma non è ancora copywriting.

Con i poteri di un copywriter

Quindi, che potere detiene un copywriter, a dispetto delle persone che, no, non hanno l’attitudine di scrivere per lavoro? Siamo narratori e costruttori di trame. Andiamo ossessivamente alla ricerca di quello che, per strada, farebbe girare la gente, o la lascerebbe incantata di fronte ad una vetrina. Capito?

Mi si permetta una breve riflessione a margine. Ci sono voluti almeno 10 anni, per intendere che, i social, non fossero un gioco. Oggi sappiamo che vanno studiati, masticati in modo professionale per anni, affinchè se ne possa trarre un minimo di guadagno.

Perché, quindi, si crede che tutti possano scrivere i propri testi in modo autonomo? È una concezione estremamente sbagliata. E da correggere.

Il vizio di fare due lavori (male)

Chi scrive colto dall’impellente necessità di far conoscere il proprio lavoro, dovrebbe riflettere su un dettaglio che non è affatto secondario. Il professionista, o la professionista che si dà improvvisamente al copywriting entra nella valle di lacrime del doppio lavoro.

Sorpresa. Il copywriting è un lavoro, e non lo può fare chiunque. Le cose si complicano, e si finisce per fare male entrambi i lavori – il proprio, e quello del copywriting – solo perché crediamo di poter risparmiare o, peggio, di poterci promuovere facendo tutto in solitaria.

Certo, si possono fare due lavori, a patto di riconoscere che il secondo non è la costola del primo. Fatta questa doverosa premessa, andiamo a capire perché il copywriter – in questo caso la sottoscritta – sa costruire delle priorità comunicative e mettere in evidenza (con successo e risultati) le unicità di ogni professione.

Scrivere o descrivere?

Molti professionisti per cui correggo o preparo i testi del sito web, non saprebbero definire la differenza tra:

  • descrivere un prodotto
  • scrivere di un prodotto

Non sono la stessa cosa. Facciamo un esempio, e immaginiamo per un attimo che tu abbia un ristorante. La homepage del tuo sito deve invogliare le persone a venire da te, con una sola frase.

Sapere le differenze

Se descrivo il tuo ristorante dicendo che ha una sala interna e una esterna, dove in estate si fa musica dal vivo, resti un ristorante fra tanti che ha una sala interna e una esterna dove in estate si fa musica dal vivo.

Se invece scrivo, posso passare al livello superiore del messaggio. Faccio un esempio di cosa scriverei alla homepage del tuo sito web ma, appunto, facendo davvero copywriting:

“Il piacere di uscire, e mettere di nuovo le gambe sotto a un tavolo, per gustare quei friggitelli ripieni che ti hanno tanto consigliato. Adesso puoi. E con la musica che ami, dal vivo.”

La priorità è saper pensare

La differenza tra descrivere e scrivere? È che, a monte, c’è più spazio per il pensiero, per l’analisi degli obiettivi che si vogliono raggiungere, e grande considerazione per chi leggerà a livello emotivo e cognitivo.

Non si scrive mai a presa diretta. Perché il rischio è quello di descrivere e basta. E, descrivere ciò che fai, ti rende uguale a tanti. L’altra grande differenza, tra chi fa copywriting per hobby, e chi lo fa per davvero, è la capacità di creare una comunicazione memorabile.

Comunicare, richiede un concerto di competenze professionali

Il copywriting, come lo storytelling, è fatto di priorità, anzi, priorità comunicative. Non si parte mai a scrivere senza aver intercettato i nodi fondamentali della scrittura, e senza aver pensato attentamente perché si stia scrivendo.

L’obiettivo del copywriting non è scrivere un blog, saper fare una newsletter, impostare i contenuti del sito. Tutto questo significa ben poco. Di base, l’obiettivo del copywriting è comunicare le tue priorità, in modo così leggero, da far sì che passino da uno schermo alla mente. È per questa ragione che è meglio pagare un professionista.

Sentiamoci