Scrivere, per arrivare alle tue persone.
Oltre l’immagine: la web reputation
Oltre l’immagine: la web reputation

Oltre l’immagine: la web reputation

Tempi duri per la web reputation della stilista Elisabetta Franchi. Partirei dalla sua storia, per comprendere l’importanza di tutto ciò che, come professioniste e professionisti, diciamo e facciamo online. Parole e gesti hanno davvero un peso.

Scelte che costruiscono la nostra reputazione online

Potremmo definire come web reputation l’insieme di due forze. Da una parte, c’è la forza dei feedback della clientela, in merito ad un prodotto o a un servizio.

Dall’altra, la web reputation ci parla delle energie messe in campo dalle aziende per comunicare online. Quindi dobbiamo comprendere: articoli, interviste, podcast, strategie di marketing e comunicazione. Insomma, tutto lo spettro dei contenuti web.

La caduta di stile è dietro l’angolo: come curare la web reputation

Facciamo un attimo il punto. La stilista Franchi ha rilasciato un’intervista in cui si è espressa attraverso contenuti sessisti decisamente superati, che purtroppo lasciano trapelare un modus vivendi aziendale davvero tossico.

Franchi ha parlato di quanto sia difficile mettere ai vertici una donna, per via del tema “maternità”, accennando a una serie di giri di boa che è meglio aver compiuto – in quanto donne – se si vuole far carriera. Si è rovinata con le sue mani.

A completare la caduta di stile, è poi arrivata la sentenza del tribunale di Bologna, che l’ha condannata per comportamento antisindacale nei confronti di lavoratrici in sciopero.

La web reputation richiede coerenza personale, professionale, aziendale

La cosa buffa – che buffa non è – è che Elisabetta Franchi cura da anni la propria web reputation prestando molta attenzione alla salvaguardia degli animali. Della serie: come azienda, siamo attenti a non fare piumini d’oca, ma ci siamo persi di vista l’etica a favore delle donne. Scivolone.

Come curare la web reputation? A monte di questi fatti, la prima risposta è: mettiamo in campo la coerenza. Tema difficilissimo, questo, perché come esseri umani siamo naturalmente inclini a sbagliare. Ecco perché monitorarci.

Andiamo piano con le parole, pensiamo, prima di fare. Valutiamo anche molto attentamente con chi farci vedere in pubblico. Molte professioniste e professionisti, ad esempio, si affiancano con facilità a personaggi della politica o del mondo dello spettacolo poco integerrimi.

Se questi personaggi mettono in campo atteggiamenti poco adamantini, è un attimo entrare a far parte del calderone, agli occhi di chi ci ha visto stringere affari con queste persone. Quindi: oltre alla coerenza, abbiamo sempre il compito di scegliere bene con chi collaborare o intrattere relazioni.

Comunicazione e web reputation

Cos’hanno in comune la web reputation di Will Smith, quella di Amber Heard e di Johnny Depp? Ci ricordano che i gesti e le azioni durano nel tempo, e incrinano affari, carriera in modo irreversibile.

L’ex coppia Heard- Depp è al centro di un processo per diffamazione voluto proprio dall’attore. Heard, e le sue accuse di violenza sessuale (ancora in corso di verifica) hanno distrutto la carriera di Depp (oltre che la propria).

Sullo schiaffo di Will Smith a Chris Rock – per niente da Oscar – beh, non c’è molto da dire. Se non che, anche Smith, ha assistito all’inabissarsi della propria carriera e web reputation. Questi esempi ci aiutano a illuminare un altro aspetto della reputatione online.

Dobbiamo (sì, dobbiamo) tener sempre presente che un gesto è destinato a durare nel tempo, e a creare un’iperbole lunga ed impattante. Ricordiamocelo, per usare questa riflessione preferendo gesti buoni e utili al nostro lavoro.

Osare, sapendo di farlo: arma a doppio taglio, per la web reputation

Non accade solo alle star di Hollywood, di perdere credits per un passo falso. Capita anche a chi cura la comunicazione dei liberi professionisti e delle libere professioniste.

A novembre 2021, ha destato non pochi rumors e fraintendimenti la campagna di  Riccardo Pirrone sulla distrofia di Duchenne e Becker. Un vero peccato, per chi non è abituato a capire il lavoro della comunicazione che osa, e non si è preso il tempo di intendere davvero la campagna di sensibilizzazione.

La stabilità comunicativa aiuta la reputazione online

La web reputation a volte si incrina anche perché osiamo e gli altri non ci capiscono (parliamo di comunicazione). Non ci capiscono perché la valutazione, online, è molto spesso superficiale e rapida.

Tutto è un attimo, e chi guarda sente già il messaggio, è nell’emozione che questo scatena. Ricordiamocene.

Per noi professionisti e professioniste, questa velocità comunicativa può generare il fenomeno della viralità, positiva o deleteria. Quindi? Dobbiamo portarci oltre la soglia della fretta, e trovare la nostra stabilità comunicativa.

Questa stabilità è una commistione di scelte comunicative consapevoli, atteggiamenti che è bene curare online. Include anche i riscontri da parte della clientela che co-crea la nostra comunicazione attraverso interazioni social, feedback e soglia di gradimento. Prendiamocene cura.

Sentiamoci