Newsletter: ti serve davvero farne una?
Newsletter: ti serve davvero farne una?

Newsletter: ti serve davvero farne una?

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Un tempo le newsletter avevano il compito di sussurrare ai clienti. Obiettivo? Presentarsi con garbo, direttamente nella casella di posta, per: dialogare, raccontare la propria impresa, orientare a nuovi servizi e prodotti, informare e fare cultura.

Oggi, questo strumento è diventato rumoroso. E molti ne fanno un uso maldestro. Tutti scrivono direttamente in posta senza garbo, senza dialogare e quasi sempre senza l’obiettivo di fare cultura. Vendere, vendere, vendere.

Diamoci un tono, se vogliamo fare e-mail marketing. E pensiamo davvero alle persone.

Alcune newsletter sono strepitose

Sono quelle de Il Sole 24 Ore: 11 gratuite e 4 premium. E non parlano solo di mercati e finanza. Sono le letture fragranti di Lifegate Radio, che vengono dispensate attraverso 5 newsletter completamente diverse tra loro. Si parla di diritti, cibo e cambiamenti climatici.

Il buon nutrimento c’è ancora, tra lo smog dell’e-mail marketing, e dedicare pochi minuti alla lettura di un testo che è più vicino a noi, può davvero fare la differenza. Sia per i consumatori – chi legge – sia per chi fa impresa.

Oggi, ha senso scrivere una newsletter se si è in grado di ascoltare le esigenze delle persone, e aiutarle da molto vicino (già nella casella di posta). Serve arrivare subito ad essere trasformativi.

È davvero necessaria, la newsletter?

Certo che lo è, ma al momento opportuno. Prima di mandare una newsletter, dovremmo chiederci se sapremo mantenere l’impegno nel tempo. Non solo. Non si parte a fare e-mail marketing senza una strategia chiara e definita sul lungo periodo.

Ecco, quindi, alcune buone domande che puoi farti, per capire se è davvero il momento giusto per fare e-mail marketing per la tua impresa, o per promuovere la libera professione:

  • Sei in ordine con i contenuti del sito web?
  • Il tuo blog è già seguito da tempo?
  • Le piattaforme social sono allineate al sito, attraverso un tono di voce prestabilito?
  • La tua comunicazione è già chiara e definita?

Se la risposta a tutte queste domande è sì, bene. Non si tratterà altro che di estendere quello che già fai su queste piattaforme – sito e social – anche al medium newsletter.

Se hai risposto no, a queste domande, allora non è il momento per fare una campagna di e-mail marketing. Il tuo compito, piuttosto, sarà quello di occuparti di questi aspetti: curare la tua comunicazione, metterla in campo attraverso il sito, dedicare tempo ai contenuti, e gestire la parte social.

Newsletter: se è il momento giusto, fatti queste domande

Quando scriviamo una newsletter dobbiamo pensare che è come se stessimo scrivendo la prima pagina di un lungo libro. Tu scrivi, quindi, tenendo sempre presente la visione dell’intero. C’è un fil rouge, che unisce tutte le newsletter che scrivi. Se lo perdi, ti perdi.

Oltre alla visione globale (quali argomenti preferire, come svilupparli e approfondirli) ecco delle buone domande che ti aiuteranno ad orientarti, se vorrai procedere in autonomia:

  • Hai pianificato l’obiettivo, il target e i destinatari? Metti in conto di preparare diverse newsletter in base al target e all’obiettivo da raggiungere
  • Hai in mente la veste grafica che supporterà il messaggio?
  • Hai già una piattaforma che conosci bene (ma bene davvero)?
  • Hai verificato che tutto sia conforme alla privacy?
  • Hai un’idea a lungo periodo, riguardo ai contenuti e anche per le foto?

Se non c’è tutto questo, forse è il caso di aspettare.

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E newsletter sia, al momento opportuno

Puoi intercettare meglio i bisogni del tuo pubblico, usare il blog per interagire e chiedere quali argomenti interessino di più ai tuoi lettori.

Diventare forte nel blog, raccontarsi, renderà decisamente più facile scrivere le tue newsletter (quando sarà il momento).

Il motivo è semplice: chi legge volentieri della tua attività, attraverso il blog, sarà più propenso a fare il passo successivo, ovvero aprire le tue e-mail direttamente in posta. Allora, però, ricorda: il mantra non sarà vendere, vendere, vendere. Ma relazionarsi, relazionarsi, relazionarsi.

Sentiamoci