La scrittura è un faro nella notte
La scrittura è un faro nella notte

La scrittura è un faro nella notte

La scrittura è come un faro. Se usi al massimo la luce che può emettere, conduci a te i clienti. Questo accade solo a patto di scrivere buoni contenuti. Allora, le parole si trasformano in ponti per la relazione. Ecco, questa magia accade attraverso l’arte del Copywriting.

Ricorda, però: restiamo affascinati da te, dai tuoi prodotti anche per come lavori e ti racconti. Non bruciarti gli ultimi 100 metri: se devi scrivere di corsa, se vuoi pagare a ribasso chi scrive per te i contenuti del sito, sappi che ci perderai solo tu. Hai sudato anni per raccontare male ciò che fai?

Avere contenuto, anzi: contenuti

Per le aziende, e così anche per le libere e i liberi professionisti, avere contenuti di valore significa emettere una luce chiara e definita nell’oscuro caos del web. Quanto frastuono, c’è qui, ultimamente!

Ma se i testi sono chiari e vivi, orientano i clienti ad arrivare in porto, le persone non si distraggono e leggono di te come se i tuoi contenuti fossero il canto di una sirena. Accade, se hai lavorato bene con le parole.

Quando sei un faro, attraverso contenuti ben scritti, il cliente arriva in porto. Allora potrà apprezzare tutta la sostanza del tuo lavoro!

Ma quando i testi della tua attività non fanno luce – non chiarificano come lavori, non illuminano nel dettaglio i bisogni che soddisfano, non accendono la scintilla dell’entusiasmo – allora, hai bisogno di una copy.

Ti serve trasformare la scrittura in comunicazione: e questo è il mio lavoro. Ma andiamo con ordine.

Orientiamoci: i testi che servono

Quando parliamo di copywriting – giusto per non fare omissioni – i contenuti principali sono:

  • i testi del tuo sito aziendale o professionale (contenuti on site, blog incluso)
  • i contenuti social (LinkedIn è il mio preferito, Instagram: niente male, e Faccialibro, beh, regna)
  • i contenuti off site: sono quelli che puoi pubblicare facendo link building, oppure (meglio) articoli su riviste online e blog di rilievo
  • la newsletter o le newsletter (per sussurrare, per creare un appuntamento settimanale…)
  • la landing page: una pagina “di atterraggio” dove il cliente capisca chi sei e cosa fai (meglio più di una, per rispondere alle esigenze di più target)
  • l’e-mail marketing (in cui bisogna essere ferrati alla grande, ma affronterei il tema prossimamente)

Non sarebbe finità qui ma, diciamo che – come punto di partenza – è già una bella barca di lavoro da fare. Sia per le aziende, che per chi fa lo scriba digitale, come me.

Orienta le persone a cui servi

Quando le aziende o i liberi professionisti sono preparati per agire su più canali, con più contenuti, e diversi toni di voce (a seconda del medium), a quel punto è tempo di capire come orientare il cliente. Cosa vogliamo che accada, attraverso i contenuti messi in campo?

Vogliamo generare interesse? Vogliamo occuparci direttamente di vendere un prodotto? Vogliamo creare una community? Forse, tutte le cose messe insieme. Bene, ma per gradi, e senza tralasciare alcuni passaggi.

Quando le aziende e i liberi professionisti si raccontano, hanno l’esigenza di spiegare i propri servizi e prodotti. Attraverso i propri testi, dovrebbero trasformarsi in guide turistiche della propria attività. Prego? Capiamoci.

Customer experience? È un viaggio affascinante

Una guida ti porta a vedere le attrazioni del posto: musei, parchi, panorami stupefacenti. Una guida fa anche tanto altro: ti spiega cosa stai vedendo. Non è questa l’esperienza che vogliamo fare, come clienti? Sul tuo sito, le persone devono capire, stare bene, essere guidati e orientati.

Ad esempio, se la tua guida ti ha accompagnato alla Cappella degli Scrovegni, non ti aspetti che ti lasci lì, a guardare gli affreschi di Giotto da solo, quando magari non sai assolutamente nulla di Giotto.

I testi del tuo sito, sono come una guida turistica in carne ed ossa. Veicolano l’esperienza, descrivono ciò che la persona vede, semplificano le parti profonde del tuo lavoro (senza banalità), accompagnano all’esperienza, indicano, suggeriscono. Sempre con garbo.

Inizia ad essere un faro nella notte

Giotto e la Cappella degli Scrovegni, senza una spiegazione, una guida, non sono un’esperienza, ma un’esperienza frustrante. Che cosa ci ricorda, però, questo esempio? Milioni di siti in cui i prodotti non sono raccontati, quintali di testi dove il messaggio è stato scarnificato, quindi sacrificato.

Le frasi peggiori? “Se sei alla ricerca di uno psicologo, sono la persona che saprà aiutarti”. “Facciamo questo lavoro da 30 anni quindi…”. Ma è davvero così, che pensiamo di essere fari nella notte, guide che portano alla scoperta del nostro lavoro?

Una guida orienta al valore

Una guida preparata ti racconta come, il pigmento blu di lapislazzulo, utilizzato Giotto in tutta la Cappella degli Scrovegni, fosse all’epoca merce rara e da pochi. Non vorresti descrivere i tuoi prodotti, i tuoi servizi, nel dettaglio? E non vorresti che si capisse quanto lavoro c’è, dietro la tua attività?

Non da ultimo, una guida ti spiega il valore di ciò che vedi, perchè di Cappella degli Scrovegni ce n’è solo una. Solo Giotto ha usato questo pigmento in una quantità industriale, per l’epoca. Pensa che, 60 anni dopo, Michelangelo si ispirò proprio a Giotto, per fare la Cappella Sistina (tra il 1475 e il 1481).

Ogni attività ha il proprio “blu di lapislazzulo”, ma non sempre lo trasmette, o si prende il tempo per raccontarlo.

Qual è il tuo blu di lapislazzulo? E cosa stai facendo, per comunicare i dettagli, le finezze del tuo lavoro, attraverso i testi del tuo sito e delle tue pagine social? È tempo di diventare una guida che orienta gli altri alla scoperta del tuo valore. È tempo di essere, insomma, un faro nella notte.

Sentiamoci