Scrivere, per arrivare alle tue persone.
La poesia aiuta anche le aziende
La poesia aiuta anche le aziende

La poesia aiuta anche le aziende

Una manciata di parole per regalare una visione che sa di realtà. Un tempo erano quelle di Ungaretti o di Dickinson, parole pronte a catapultare il lettore, faccia a terra, nella più rude verità. Ora quella della guerra, ora la solitudine esistenziale. Anche oggi la poesia può dare tanto. Alla vita e alla vita delle aziende.

Cosa centra la poesia con la comunicazione aziendale? Rubacchiare a piene mani dalla poesia aiuta a dire tutto con pochi vocaboli. Sono parole vibranti, musicali e vitali. Ancora, sono parole che hanno un ritmo e incalzano la lettura, quelle poetiche, anche quando stiamo parlando di un montascale.

Essere o non essere la solita azienda leader

Perchè mai raccontare per l’ennesimo articolo di essere l’azienda leader, o scegliere di decantare l’ultimo servizio attraverso uno sconosciuto e algido burocratese?

Il lettore si è fatto intelligente, non vuole solo tutta la garanzia e la massima competenza che il professionista ha maturato attraverso una riconosciuta esperienza (affermazione da pubblico generalista).

Pretende e merita una vibrante restituzione reale e terribilmente danzante di ciò che gli viene proposto, che sia merce o servizio. Non vuole nemmeno leggere dell’ennesima storia fatta a mano, dal sapore tradizionale e dalle radici storiche famigliari. Ormai tutte le aziende hanno una storia naturale e sana da dispensare, narrazione su cui immancabilmente poggiano solide basi di unicità.

Raccontare con ritmo e precisione

Si può essere un’azienda agricola senza (s)cadere nella trita storia della genuitità? Meglio raccontare la reale geografia dei luoghi, descrivere i processi di produzione di olio, vino e formaggi e dare informazioni sulla paricolare razza di ovini da cui arrivano le carni proposte.

Si può parlare di saldatori, escavatori, consulenze ambientali senza risultare noiosi e finire per autocelebrarsi come punti di riferimento del settore?

Meglio dettagli veritieri, mettere in poesia le funzioni e gli impieghi dei mezzi a risucchio, o dire tutto subito e costruire un microtesto ben ritmato di tutti gli scarti tossici di cui l’azienda può curare lo smaltimento.

Come sarebbe allora la poesia incalzante dell’azienda che smaltisce rifiuti pericolosi?

Al posto di:

ci prendiamo cura dei rifiuti tossici prodotti dalla tua filiera aziendale, al fine di garantire il corretto stoccaggio delle materie contaminate attraverso una filiera puntuale, predisponendo gli appositi dispositivi atti al ritiro

Meglio preferire:

Solidi, liquidi e da compattare.

Scarti e rifiuti pericolosi sono raccolti in sicurezza.

Olii esausti e raffinazioni petrolifere,

acque reflue e apparecchiature elettroniche.

L’elenco di codici EER chiarifica i rifiuti

che l’azienda recupera.

Usare le parole giuste

Informare, spiegare e cercare doverosamente le parole che facilitano l’incontro. Non è forse poesia?

Le parole giuste sono quelle che si collocano a metà strada tra cliente e impresa. Parole umili, messe in fila con suoni precisi. E che non hanno niente di autocelebrativo. Come la poesia è al servizio della vita, la comunicazione aziendale ha la funzione di allearsi onestamente con i bisogni di chi legge.

Capire e avere una traccia dell’orizzonte tracciato dai servizi offerti è il compito del microtesto. Ma che sia poetico, incalzante, a disposizione del cliente, votato al dialogo e al confronto. E non altezzoso, altisonante e tremendamente distante.

Credo sia importante dire no al burocratese e avere il coraggio di esporre la propria misurata realtà aziendale. Poeticamente.


Contatti