IL VALORE DELL’ARIA

curatela e scrittura per l'arte

IL VALORE DELL’ARIA

Giulia Scandolara copywriter

Autrice: Giulia Scandolara

 

 

Il valore dell’aria è un tema che ci riguarda e ci colpisce in maniera nuova. L’aria può essere, appunto, un valore? Forse il più grande. La restituzione di maggior valore a distanza di un anno dall’inizio della pandemia è proprio questo: non esistono solo valori morali, ma anche valori ambientali. Se l’ambiente naturale come sistema di valori era un tema prioritario già prima della pandemia, il valore dell’aria ci dichiara ora tutti oltremodo coinvolti.

 

Il valore dell’aria ci parla di quanto la storia dell’esistenza umana non possa più prescindere dallo scenario. Anzi. Senza la buona salute dello scenario è impossibile credere nella buona salute della persona.

 

AEROCENE

Proprio pochi mesi prima del lockdown, a inizio 2020 ho avuto modo di visitare la mostra “Aria” dell’artista Tomàs Saraceno. Ne vorrei parlare con cognizione di causa perchè, in tempi non sospetti l’artista si è occupato del valore dell’etere. Tutto, mentre ancora eravamo ignari delle conseguenze della pandemia ancora in arrivo.

 

La ricerca dell’artista argentino è fatta di un’attenzione, gentile e sottile. Si concentra sulla rivalutazione dello spazio aereo con grande saggezza. “L’aria, questa interfaccia tra noi e il sole, è controllata da pochi e continua a essere compromessa” recita il Manifesto di Aerocene.

 

Aerocene è una comunità artistica che si occupa di rendere visibile il valore dell’aria. Cerca di immaginare nuove espressioni di sensibilità ecologica, riattivando una collaborazione etica tra l’atmosfera e l’ambiente. L’aria non è un’astrazione. Nella ricerca di Saraceno appare evidente il tentativo di non pensare solo alle conseguenze dei combustibili fossili per l’ambiente. Qualche passo prima, quindi a monte, occorre vedere il ruolo cruciale dell’aria e non scendere a compromessi valoriali. Al pari dei diritti umani, si può forse sostenere che il valore e la tutela dell’aria siano assoluti.

 

il valore dell'aria

Immagine tratta dal catalogo “Aria” di Tomàs Saraceno. Edizioni Marsilio

 

LA RELAZIONE ARIA-PERSONA

Scrive Marijn Nieuwenhuis in “Respirare materialità: violenza aerea in un’epoca di politica atmosferica”: ‘è ovvio che l’essere umano – attraverso il respiro, l’alimentazione e gli organi della secrezione – rimane, proprio come gli animali, impregnato di influenze del proprio ambiente. Se cambia l’aria, gli esseri umani cambiano allo stesso modo’.

 

L’aria viene rivalutata e definita dal collettivo Aerocene come una materialità pervasiva che si intreccia in maniera intima e profonda con i corpi che la respirano. Saraceno e Aerocene intendono l’aria come uno spazio relazionale che si integra a ciò che viviamo ogni giorno.

 

Ci basti pensare, in effetti a tutte le volte che entriamo in un ambiente dove si è appena discusso. L’aria che si respira ha un’altra densità, si è resa pesante. Non a caso, inoltre, si dice spesso “vediamo che aria tira”, quando ci riferiamo alle relazioni umane o agli ambienti che si è soliti frequentare.

 

 

Il valore dell’aria è profondamente legato all’interscambio relazionale umano. Per questo implicito stato delle cose, poi, è nato per esempio il fenomeno della grande polemica relativa all’uso delle mascherine. La ricerca di Saraceno, nel frattempo è complessa e suggestiva, una testimonianza vigorosa di come l’arte entri nel sociale e sappia ancora discutere delle tematiche umane.

 

ALTRI MONDI ED ECOSISTEMI

“Intorno a noi esistono altri mondi” spiega l’antropologo Hug Raffles in Insectopedia. Troppo spesso li attraversiamo ignari, li vediamo ma siamo ciechi, li sentiamo ma siamo sordi, li tocchiamo ma non li percepiamo, trattenuti dai limiti dei nostri sensi, dalla banalità della nostra immaginazione, dalle nostre certezze tolemaiche”.

 

A tal proposito Saraceno restituisce attraverso la sua ricerca una poetica altra, attorno alla figura del ragno. La ragnetela è un vero è proprio organo di percezione del reale, per l’insetto, un punto di orientamento. Come a dire che il valore dell’aria è un elemento condiviso e non solo nostro.

 

Il Coronavirus non è poi che una cartina tornasole di quanto l’essere umano poco si preoccupi dello scenario, con i suoi ecosistemi altri. Equilibri, questi, che non sono appunto “solo” uno scenario. Piante ed insetti, infatti, non sono il paesaggio, sono i primi architetti paesaggisti. Quello che identifichiamo come scenario è frutto di tante relazioni che l’ambiente ha avuto con se stesso e che ha poi con il mondo umano. L’aria non è che un valore condiviso dall’ambiente stesso, e che ora l’ambiente stesso ci toglie.

 


 

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