Scrivere, per arrivare alle tue persone.
Il copywriter esprime il tuo carattere
Il copywriter esprime il tuo carattere

Il copywriter esprime il tuo carattere

Il Copywriter ha un solo e grande compito: scrivere. No, non è vero, ne ha molti, molti di più. Ma c’è una cosa davvero basilare che deve fare per il tuo blog professionale o per la scrittura dei contenuti. Dentro e fuori dal sito.

Deve trasmettere il carattere unico della tua attività, un guizzo, un tratto particolare che hai solo tu. Si tratta di una sfumatura ben precisa, la stessa che, chi ti incontra, ritrova proprio nella tua presenza. Oggi tutti sopravvalutano la scrittura SEO puramente pensata per i motori di ricerca – con parole chiave ben precise – e si scrivono così milioni di contenuti destinati a “fare massa” – per entrare nella top list di Google – ma che nessuno leggerà.

Il risultato? La pubblicità ti rende visibile, ma non automaticamente in dialogo con le tue persone. E questo è invece il risultato che, come cliente, dovresti pretendere e avere da un* Copywriter: costruire legami forti con chi crede in ciò che fai. E ne ha bisogno.

E scrivi, scrivi, scrivi: ma stai dicendo qualcosa?

Facciamo qualche specifica. C’è chi dice che lo Storytelling, l’arte di raccontare chi sei nel tuo lavoro, ha il compito di creare fiducia. Sia chiaro, giusto per parlare la stessa lingua: lo Storytelling è sempre fatto da un* Copywriter. Si fa Storytelling per spiegare il lavoro del cliente, lasciando capire chiaramente ai potenziali interessati perchè dovrebbero contattarlo (“contattarti”, se la cliente o il cliente che ha ingaggiato un* Copy sei tu).

Se la Copywriter – sì, al femminile – è “una brava”, i clienti ti contattano fin dalla prima riga di un post letto anche per caso. Diversamente, avrai un blog pieno di parole che sono una bella narrazione autoreferenziale. I clienti penseranno “grazie delle informazioni, ma non sei tu la persona che sto cercando”.

Parlare solo ai motori di ricerca

Di base, chi fa Copywriting si limita a spiegare, puntualizzare, descivere, narrare e… mamma quanto chiacchiera! Tutto per raggiungere l’esatta lunghezza che il testo deve avere, al fine di essere messo in circolo al meglio nei motori di ricerca. Il testo minimo per un articolo è di 300 battute. Ma se il testo è sapido, e la stessa Keyword è ripetuta allo sfinimento, beh, chi legge penserà di esser preso per idiota. Perchè è chiaro che non stai scrivendo per una persona.

Non si scrive (solo) per far galoppare le Keyword nei motori di ricerca. Si scrive per sussurrare alle persone, lì dove hanno un bisogno da appagare. E si scrive proprio per avvicinarsi. No per dire quanto si è “l’azienda leader”.

L’indispensabile non basta più

Se fai terapia di coppia la Copywriter può spiegare ai tuoi clienti su quali basi fondi il tuo metodo per aiutare le persone. Se hai un’azienda ortofrutticola è necessario far intendere perchè le tue mele sono diverse dalle altre. Ma queste sono solo le basi di un Copy sufficiente. E questo lo sanno fare in molti.

Fin qui è tutto chiaro: il Copywriter che scrive i tuoi contenuti ha sempre e comunque il compito di:

  • dire chi sei
  • quali servizi proponi
  • spiegare perchè sei unic*
  • e creare fiducia, ovvero reciprocità

Come si va oltre: non limitarti a volere le basi

Oltre, ci vanno veramente in pochi. Ma come si va davvero “oltre”, nella scrittura di un testo? I copywriter hanno ogni giorno davanti agli occhi milioni di vie per essere tecnici, sempre più specializzati per accontentare i motori di ricerca e salire sulla ruota del criceto. Scrivi, scrivi, scrivi.

Si va oltre quando non si teme di esprimere carattere, identità e anche, sì, imperfezione. Tra mille matite che disegano, uno o forse pochi, possono essere Picasso. E Picasso, si sà, se ne infischiava delle regole. O meglio, le conosceva, ma puntava ad andare oltre le regole.

Quindi, come fa una Copywriter a tener conto delle regole naturali insite in qualsiasi lavoro, ma superarle, per portare il tuo blog professionale oltre il frastuono dei contenuti?

Non tutti sono Picasso

Si sussurra, si abbassa il volume, si va tra le persone e non da leader, ma da discepoli, ascoltando i bisogni reali dei clienti e delle clienti, ma senza dipingersi migliori di ciò che si è. Imperfetti e caratterizzati. I professionisti tornano davvero vicini alle persone quando riprendono in mano la propria misura umana.

E no, forse non parlano di tutti i mille fantasmagorici servizi che sanno proporre. Magari, prima, ascoltano le esigenze implicite di chi li segue. Si scrive per chiedere al cliente cosa ne pensa, cosa necessita davvero. E intanto, si resta aderenti alla propria umana autenticità.

Ecco perchè, ad esempio, la narrazione di Zerocalcare ha stregato un’immensità di persone. Così vicino alla fragilità degli altri, o, semplicemente, così vicino, ma senza fondersi. Esprime carattere, identità. E sì, anche imperfezione.

Contattami se vuoi avere un blog professionale diverso: tuo, e per gli altri.