É una questione di linguaggio
É una questione di linguaggio

É una questione di linguaggio

giulia scandolara copywriter

Non si creda mai che, scrivere per il web, sia una professione votata puramente al marketing, alla vendita e alla somministrazione di un servizio.

Il servizio, certo, dev’esserci, ma ciò che imprime forza propulsiva alla comunicazione delle aziende – e la imprime direttamente nella pancia delle persone, clientela futura – è il linguaggio.

Immaginare dove nasce il sorriso

Il linguaggio è un lasciapassare, un saluto cordiale e qualcosa che fa misteriosamente breccia nell’altrǝ. Parlare alle persone ha il sapore di una magia e non si può pensare che l’evidenza dei dati, il controllo costante delle keyword per i motori basti ad afferrare l’inacciuffabile attenzione degli altri.

Scrivere è includere, affascinare e arrivare in gran segreto a strappare un sorriso alle persone, ghigno divertito o stupito che, noi, anime scriventi da questa parte della tastiera, forse non vedremo mai nascere, ma dobbiamo immaginarci in ogni istante.

Quel sorriso di piacere, che può nascere all’improvviso sul volto di chi legge, ecco, è il più grande dei risultati.

Dove scatta, cosa lo farà nascere? É solo con le parole, che può spuntare all’improvviso una reazione considerevole. Non è la call to action e non è nemmeno l’engagment, ma pura fascinazione e comprensione delle dinamiche emotive altrui.

Per comunicare, scrivere per il web, bisogna conoscere le persone, i loro vizi, difetti e avere bene in mente quei dettagli che ci fanno imbizzarrire tuttǝ.

Linguaggio per occhi che vagano

La copywriter – e non solo il copywriter – sa bene che ogni persona vuole essere corteggiata, e senza che la cosa avvenga in modo plateale o da servili leccapiedi.

Meglio una classe irriverente o una professionalità chirurgica e disarmante. Eleganti, di certo, non si può esser tutti, ed ecco perchè scegliere con attenzione chi scrive per voi.

Sussurrare un linguaggio che sa di invito – anche attraverso più vie di approccio – è un’arte, e parte dall’immaginare un lettore e una lettrice, fermi alla pensilina in attesa dell’autobus, o distratti in aeroporto.

Cosa ci vuole, in quel momento? Di certo non un frastornante richiamo pubblicitario. Basterebbe che gli occhi, riposandosi, potessero incontrare qualcosa di invitante, comico, intelligente, impegnato o esilarante.

Scrivere, insomma, è parlare alla gente quando è distratta. E lasciarle qualcosa di buono, dentro, anche dopo poche righe, specialmente se quella in cui stanno leggendo la vostra campagna pubblicitaria è una pessima giornata.

Sentiamoci