DEVIAZIONI E CAMBI DI ROTTA

DEVIAZIONI E CAMBI DI ROTTA

Ci sono momenti in cui il nostro fare si rivoluziona. Non ci sentiamo più rappresentati da un lavoro o da una storia ed è tempo di cambiarla. Ma è anche vero che, spesso, in cerca di un’altra via andiamo fuori-strada. Le deviazioni però non sono mai un male per il nostro talento. Mentre la mente si affanna ad un pensiero unico di noi stess* il talento ama colorarsi di esperienze diverse, perchè lo arricchiscono e lo portano a maturazione. Io stessa ho vissuto l’arte a 360 gradi, esponendo, dipingendo, chiedendomi spesso che senso avesse il mio fare. In cerca di significati condivisi sono passata dalla storia dell’arte alle gallerie e alla pittura. Poi ho aggiunto un’altra esperienza e ho incluso l’arteterapia. In Arteterapia non conta la ricerca artistica in senso estetico-espositivo, ma viene piuttosto privilegiata la catarsi, il rivelarsi delle emozioni. In cerchio, le persone dipingono lasciando spazio a ciò che in loro dimora.

 

Uno dei tanti cambiamenti

Quando ho iniziato ad orientare le persone alle proprie emozioni l’ho fatto attraverso l’arteterapia, ovvero tramite la pittura, la scrittura e la poesia. I laboratori a ricerca poetica hanno condotto piccoli gruppi alla percezione delle proprie paure. Ma fare arteterapia è valso anche  a ricondurre a casa tutte quelle emozioni che non avevano fino ad allora un posto.

 

Ma com’è avvenuto il passaggio? Dalla pittura espositiva, al desiderio di condividere il potere dell’arte, attraverso l’Arteterapia?

Devo premettere che l’arte accompagna da sempre la mia vita e mi ha sempre insegnato tanto sul mondo:

  • all’Università, laureandomi in Dams Arte ho scoperto l’arte come fenomeno culturale, nei secoli
  • come pittrice e scrittrice: mi ha permesso di indagare lo spazio dell’anima e della libera espressione dei miei significati sulla vita
  • con l’Arteterapia ho risposto al mio desiderio di condividere il potere dell’arte con gli altri
  • oggi nell’orientamento al talento racconto spesso la storia degli artisti del passato, perchè ci aiuta a capire le sfide del talento

 

Il potere dell’arte

Il potere dell’arte è quello di accompagnarci alla conoscenza della vita senza giudizio. Mentre la psicologia ha  modelli cognitivo-comportamentali, griglie attraverso cui leggere e intendere i comportamenti umani.

 

L’assurdo, l’emozione che spaventa, le ossessioni, le paure: tutto, in arte trova un posto e si può esorcizzare. Lo possiamo fare scrivendo, dipingendo, colorando, ritagliando parole, unendo queste alle immagini. Intanto, interiormente, il nostro mondo va a posto. Anche l’assurdo trova i propri significati.

 

Permettersi il cambiamento

Attraverso questo breve articolo ho potuto anche accennarti del potere dell’arte, ma di fondo il tema di oggi resta quello della deviazione. Per passare dalla storia dell’Arte alla pittura, dalla pittura all’Arteterapia nelle sue multi-dimensionalità espressive (parola, corpo, scrittura, colore), ho dovuto assecondare l’istinto ed il volere del mio talento.

Non c’è niente di più difficile del credersi. Quando ho iniziato a fare i laboratori di Arteterapia molti galleristi hanno storto il naso. Cosa stava succedendo? Questo accade continuamente nel talento di ciascuno. Ad un certo punto le carte si mischiano, l’anima vuole fare esperienze diverse, ma il nostro fare diventa “meno leggibile” agli occhi degli altri.

 

È vero, non siamo più gli stessi, non siamo più completamente riconoscibili ed abbiamo il diritto di esserlo. Perchè questo significa che stiamo autenticamente vivendo nei messaggi del nostro talento.

Abbiamo il diritto di fare esperienza di ciò che siamo, abbiamo il diritto di esaudire il nostro bisogno di esplorazione. Per imparare a credersi occorre semplicemente seguire se stessi lungo le strade che il talento ci propone.

Eppure è quanto ci risulta più arduo. Anche io avrei potuto rifiutare ciò che mi indicava il talento. Non avrei fatto dell’Arteterapia un modo per entrare in contatto con gli altri; avrei sciupato l’occasione di orientare alle emozioni attraverso un canale che tanto mi appartiene.

 

Orientare il talento anche attraverso la storia dell’arte

Oggi nell’orientamento al talento ritorna l’esperienza della storia dell’arte.

 

In un momento di grande crisi è per me vitale recuperare la storia del passato, dei talenti artistici che hanno cambiato la quotidianità e che tanto hanno da insegnarci, nelle nostre vite.

 

In una nuova forma, quella della narrazione, torna il potere dell’arte, come suggestione per orientare il nostro esserci nel fare

 

Le immagini della storia dell’arte possono educarci alla ribellione, all’abbondanza, alla disciplina. Le vite degli artisti ci aiutano a risvegliare i nostri doni e talenti. Per esplorare i mille significati dell’arte però ho dovuto rompere le immagini certe, quelle che la mente proietta sul talento e che ne sono la morte.

 

Ogni volta che ci identifichiamo, in modo fissato, sul nostro fare, il talento soffre. Perchè desidera poter esplorare tutto il contrario di ciò che ha finora fatto. Il talento è sovversivo, come un bambino che gioca con tutto e che crea ogni giorno un mondo nuovo.

Ecco perchè oggi le persone vanno spesso in crisi. Siamo sempre più chiamat* a dare certezze, a garantire un’immagine sicura di noi e soprattutto ben definita. Invece il talento adora sbagliare, cambiare strada, prendere deviazioni impensate. In tutto ciò, entro questo suo comportamento, il talento è molto affine al mondo dell’arte. Questa volta però si tratta dell’arte di vivere autenticamente, cambiando forma, configurazione, sapendo che un arrivo non c’è. Esistono solo nuove esplorazioni, che desideriamo compiere.

 

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