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Come le parole e nuovi fatti riposizionano Ikea
Come le parole e nuovi fatti riposizionano Ikea

Come le parole e nuovi fatti riposizionano Ikea

Era spartana e funzionale, la primissima Ikea di Ingvard Kamprad. Così al risparmio sulle formalità, tanto concentrata sull’incastro di tasselli e mensole, da dissipare completamente le speranze di un’etica del lavoro. Era così, l’Ikea brutta ma pratica.

Oggi ha saputo restare funzionale e ultra-componibile, ma ha deposto le armi dell’insensibilità sul lavoro, per dimostrare lealtà ai propri collaboratori, generosità verso l’ambiente, un’apertura creativa da “uau!” ad alta voce.

Lealtà verso i collaboratori

Dopo il probabile esame di coscienza, oggi Ikea parla di clienti e lavoratori collocandoli sullo stesso piano. Un messaggio di uguaglianza che promuove sia nell’incontro tra domanda e offerta, che nelle aperture verso realtà in crisi, dove punta a generare benefici in termini di impatto sociale. Che dire, sconvolgente.

L’ambiente come casa e uno spazio per le riflessioni post-coronavirus

La casa di Ikea si estende all’ambiente da salvare. Anche per il colosso multinazionale il pianeta diventa l’unica casa che abbiamo, un posto dove estirpare intolleranza e disuguaglianza.  Si parla di consegna del pianeta nelle mani delle nuove generazioni e quasi ci si potrebbe commuovere – ho detto quasi – di fronte ai cambiamenti positivi che Ingvar sogna per una nuova società. Gulp!

Le riflessioni maturate a causa della pandemia da Coronavirus godono di una sezione a parte. E leggerle è ammaliante. Ikea ha davvero fatto uno scostamento etico dalla prima versione di sé? Sembra dimostrarlo la mole di progetti intrapresi nella lotta contro la malnutrizione, insieme a tante altre ottime cause che certamente agevolano anche nel pagamento delle tasse.

Giocare con lo spazio, non solo con i mobili

Per trasformare l’arredamento in un’esperienza ultra divertente e personale, non mancano i consigli di space clearing, esercizi di decluttering per salutare il superfluo degni di Marie Kondo, strategie per  imparare a vivere gli spazi più che arredarli compulsivamente e – per citare le nuove parole chiave Ikea – “creare e vivere una vita quotidiana migliore”.

Il personal brand di oggi è fatto a mano e lustrato di fino, con olio di gomito e pura etica. Con sollucchero, ma anche con lo sguardo di chi non smette di tener d’occhio, ho raccolto fra le stanze del sito Ikea alcuni mattoncini – o mattonelle? – che le permettono un riposizionamento etico spumeggiante quanto pacato:

eredità culturale (di Ingvar)
vita in casa
siamo ottimisti
una versione più organizzata di te
ispirazione (il tasto)
imprenditoria sociale
vivere sostenibile
risparmiare acque e energia