AVERE CURA DELLE PAROLE

Giulia Scandolara scrittrice, copywriter, articolista

AVERE CURA DELLE PAROLE

Giulia Scandolara copywriter

Autrice: Giulia Scandolara

 

 

Avere cura delle parole è un modo per costruire passi reali. Le parole costituiscono la realtà, la modellano e la trasformano. Ma possono anche sciuparla. Nel piccolo libro del filosofo Giovanni Grandi Virtuale è reale’ il sottotitolo è un monito forte: avere cura delle parole per avere cura delle persone.

 

Il libro si apre con il Manifesto della comunicazione non ostile. Dieci semplici punti fanno capo alla Community di Parole O_Stili, di cui Grandi è un fondatore. Abbiamo bisogno, di questo libro e del complesso lavoro che porta avanti l’iniziativa.

 

 

Promuovere uno stile di comunicazione non violenta sul web significa influenzare anche le parole del reale. Soprattutto, significa toccare il modo in cui pensiamo le parole stesse. Da diversi mesi monìtoro il linguaggio dei commenti sulle varie piattaforme sociali. Non sono che lo specchio di un mondo che si esprime velocemente, dove le parole ci sfuggono e diventano con troppa facilità violenza e insulto.

 

Il discorso si complica se pensiamo all’effetto fisico e tangibile del ricevere parole violente. Da questo fenomeno si comprende come le parole siano un atto, con un peso specifico proprio.

 

PAROLE DI VALORE

Il valore fondativo delle parole ha subìto una complessa estensione nel virtuale. Più che mai viviamo qui e nell’altrove impalpabile della rete. Un commento scritto riverbera per mesi, anni, con la sua carica emotiva di odio. Le parole sono in buona sostanza un’arma o uno strumento, a seconda della scelta personale.

 

Come spiega bene la Presidente di Parole O_Stili, Rosy Russo “l’essere e il comunicare sono profondamente legati”. Vale nel web e nella comunicazione. Le parole possono portare l’individuo oltre la confusione, insieme all’elemento del tempo relazionale. Ma parole e tempo sono vie di presenza che in parte manomettiamo spesso.

 

CON LE PROPRIE PAROLE

Avere fede nella parola significa saper stare nei suoi processi di trasformazione del reale interiore. Ancora, avere il coraggio delle proprie parole, sceglierle, soppesarle, significa diventare custodi del linguaggio che costruisce il mondo collettivo e individuale.

 

Nel viaggio del talento e dell’intercettazione della propria essenza, le parole portano la persona verso l’ individuazione. Scegliere le proprie parole significa chiarire ciò che si vuole, evidenziando quindi un discorso identitario. Ogni giorno possiamo quindi chiederci quali siano le nostre parole buone, per esserci, tra reale e virtuale.

 


 

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